In molte realtà rurali italiane (ma ogni tanto anche nelle grandi città) esiste nelle case e nelle cascine il vecchio pozzo domestico (molto spesso scavato a mano e rivestito di pietre o mattoni). E’ una risorsa spesso negletta, ma, al contrario, molto attuale.

In questi tempi di rincari delle bollette e di problemi idrici generali, il vecchio pozzo in casa è una risorsa preziosa.
Anche se spesso non è più adatto a fornire acqua potabile (in molti casi la falda è stata rovinata dagli scarichi industriali moderni), può essere ancora utile per annaffiare i giardini, lavare e fornire acqua per usi non potabili.
Non bisogna trascurarlo: può rivelarsi un vero tesoro.
Molto spesso giace in abbandono, per cui è importante pulirlo e riattivarlo completamente.
In secondo luogo va autorizzato (si ricorda che le acque sotterranee sono di proprietà dello Stato, per cui il loro attingimento deve essere regolarizzato da appositi permessi).
Le pratiche per autorizzare il pozzo domestico sono sempre abbastanza semplici, e la tassa annuale da corrispondere a province o regioni è sempre molto contenuta, sicuramente più conveniente del costo della bolletta dell’acqua.

L’importante è farsi seguire sempre da professionisti esperti, come quelli di Foldtani.
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